{"id":19960,"date":"2022-08-22T08:32:47","date_gmt":"2022-08-22T06:32:47","guid":{"rendered":"\/?p=19960"},"modified":"2023-06-28T10:02:43","modified_gmt":"2023-06-28T08:02:43","slug":"segui-lorma-rubrica-del-progetto-orma-alta-formazione-e-ricerca-azione-presso-enti-di-ricerca-toscani-coordinata-dallino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/?p=19960","title":{"rendered":"Segui l\u2019ORMA &#8211; Rubrica del progetto ORMA \u201cAlta fORMAzione e ricerca-azione presso enti di ricerca toscani\u201d coordinata dall&#8217;INO"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo chiesto ad Antonello Provenzale, Presidente dell\u2019Area della Ricerca del CNR di Pisa e Direttore dell\u2019Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG), che importanza hanno iniziative come il progetto ORMA, che promuovono tematiche come il trasferimento tecnologico, la comunicazione e la progettazione europea, all&#8217;interno dell&#8217;Area della Ricerca di Pisa.<\/p>\n<p><em>Da sempre, ricerca, tecnologia e applicazione concreta sono legate. Fin dagli albori della scienza. La ricerca nella \u201ctorre di avorio\u201d ha vita breve, e rilevanza assai modesta. Il grande Alexander von Humboldt, uno dei padri fondatori delle scienze del Sistema Terra, si occupava sia di questioni fondamentali sia dell\u2019effetto delle piantagioni coloniali sullo stato dell\u2019ambiente. Quindi, <strong>ORMA si inserisce in un quadro direi tradizionale della ricerca scientifica di valore e dell\u2019esplorazione del mondo intorno a noi<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>Che cosa rappresenta il progetto ORMA dal suo punto di vista? <\/p>\n<p><em>A livello individuale, la ricerca \u00e8 spesso, e giustamente, guidata dalla curiosit\u00e0, dal desiderio di conoscere e di capire il mondo. Ma a livello della societ\u00e0, lo sforzo dei singoli ricercatori deve potersi comporre nello sviluppo di nuove idee, di nuovi strumenti concreti che ci permettano di affrontare le molte sfide che abbiamo di fronte: cambiamenti climatici, inquinamento, perdita di suolo e di biodiversit\u00e0, crisi economica e sociale, povert\u00e0 (nel nostro paese e nel mondo), competizione con realt\u00e0 aggressive e meno attente alla giustizia sociale.<br \/>\nViene quindi chiesto ai singoli ricercatori di dedicare un poco del loro tempo e della loro energia a considerare anche almeno alcuni di questi aspetti, a inserire il loro particulare in un quadro pi\u00f9 generale. <strong>Non si tratta tanto di cambiare cosa si fa, ma di saperlo e volerlo inserire in un contesto pi\u00f9 ampio. Il progetto ORMA \u00e8 un contributo in questo senso, per passare da una visione personalistica a un approccio comunitario<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>Qual \u00e8 stata secondo lei la motivazione pi\u00f9 forte che ha spinto tanti istituti a partecipare, compreso il suo?<\/p>\n<p><em>Non ci sono una ricerca \u201cfondamentale\u201d e una ricerca \u201capplicata\u201d. Ci sono invece una buona ricerca e una ricerca scadente. N\u00e9 ci sono ricercatori che si dilettano solo di \u201ccose alte\u201d e altri che \u2013 \u201cvili meccanici\u201d \u2013 si occupano solo di applicazione. Ciascun ricercatore deve trovare il suo ruolo in uno spettro di competenze, passioni, interessi, ma sempre stando attenti sia agli aspetti pi\u00f9 concettuali (guai dimenticarli) sia alle ricadute concrete di quello che facciamo, sulla societ\u00e0 e sulla vita degli altri. Non dobbiamo dimenticare che i nostri stipendi sono pagati in buona parte dalle tasse dei cittadini.<br \/>\nSpesso noi ricercatori ci lamentiamo del sistema, della mancanza di fondi, delle difficolt\u00e0, ma siamo dei privilegiati. Siamo dei privilegiati che hanno la fortuna di seguire la propria passione, di trasformare la passione in lavoro. <strong>E dobbiamo restituire un po\u2019 di questa passione, di questi privilegi, restituirli a quella societ\u00e0 che ci permette di fare questo mestiere. Ecco perch\u00e9 ci \u00e8 piaciuta l\u2019idea del progetto ORMA<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>Oltre a ORMA, quali altre attivit\u00e0 secondo Lei sono utili in questo senso?<\/p>\n<p><em>Stiamo dialogando, per esempio, con l\u2019Unione Industriale Pisana e con altre realt\u00e0 produttive. Molti di noi intervengono in dibattiti pubblici, scrivono articoli sui giornali e libri, discutono di scienza e societ\u00e0. Personalmente sono appassionato di divulgazione della scienza, ho partecipato a diversi incontri con gruppi diversi di cittadini, per esempio con i Fridays for Future, che cercano di capire, di intervenire, di far cambiare rotta a una societ\u00e0 che sta correndo lungo binari sbagliati.<br \/>\nNon \u00e8 semplice naturalmente, ma <strong>occorre continuare a dialogare, a verificare come possiamo interagire con chi sta \u201cfuori dall\u2019Area\u201d, con il mondo che abbiamo intorno<\/strong>. Nessuno, a mio parere, ha il diritto di sottrarsi a questo confronto, anche sulla rilevanza di ci\u00f2 che fa, perch\u00e9 pensa di essere un \u201cricercatore puro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>A proposito di ambiente, Lei ha contribuito alla formazione dei borsisti con un seminario sul clima, la sua principale tematica di ricerca. In che modo secondo Lei la conoscenza di ci\u00f2 che sta avvenendo al clima potrebbe interessare o influenzare figure che aspirano a occuparsi di trasferimento tecnologico, comunicazione e progettazione europea?<\/p>\n<p><em>I cambiamenti climatici e ambientali sono un problema enorme, che abbiamo trascurato per troppo tempo e ora stanno emergendo con violenza estrema. Pi\u00f9 velocemente di quanto sperassimo. Il pianeta non \u00e8 in pericolo, siamo in pericolo noi \u2013 o quanto meno la possibilit\u00e0 di una vita dignitosa per una grande porzione di umanit\u00e0. C\u2019\u00e8 molto da fare.<br \/>\nLe Nature Based Solutions (le soluzioni basate sulla natura, N.d.R.), ad esempio, sono cruciali per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e invertire il degrado ambientale; sono basate su alta tecnologia e richiedono intelligenza, innovazione, coraggio imprenditoriale. Valutare in modo quantitativo gli effetti delle strategie di adattamento e mitigazione del rischio, costruire la capacit\u00e0 previsionale dello stato delle risorse idriche, degli effetti di diverse tipologie di interventi gestionali.<strong> E comunicare correttamente cosa vuol dire cambiamento climatico, che non \u00e8 una faccenda che riguarda solo gli orsi polari, e che \u2013 se ci diamo da fare rapidamente \u2013 possiamo affrontare il problema e uscirne bene<\/strong>.<br \/>\nNiente catastrofismo, per carit\u00e0. Ma ci vuole il coraggio di cambiare, di innovare, di cercare soluzioni che sembrano visionarie ma che alla fine si riveleranno vincenti. C\u2019\u00e8 molto da fare, insomma, anche per correggere la rotta. Siamo ancora in tempo, ma va fatto presto.<\/em><\/p>\n<p>In un&#8217;intervista ha dichiarato di sentirsi arrabbiato per come stiamo rovinando l&#8217;ambiente intorno a noi. Se potesse avere una bacchetta magica, che cosa cambierebbe per migliorare da subito le cose?<\/p>\n<p><em>Sono anni che i ricercatori cercano di informare la politica, i decisori, il pubblico. A volte si riesce, a volte no. A volte le rivalit\u00e0 fra ricercatori e l\u2019ego individuale rendono pi\u00f9 difficile un\u2019azione coerente e concordata. <strong>L\u2019importante \u00e8 informarsi e informare, dialogare, confrontarsi. Non aver paura di ripetere le cose, raccontarle a chi vuole sentire e anche a chi non dimostra interesse.<\/strong> Far capire che l\u2019informazione di internet e dei social media non \u00e8 sempre corretta. E iniziare a capire che, forse, la strada economica che abbiamo intrapreso qualche decennio fa, il consumo sfrenato di risorse e di energia, l\u2019accelerazione senza sosta, il turbinio di bisogni indotti e artificiali non ci rendono felici. Sar\u00e0 perch\u00e9 sto invecchiando, ma credo proprio che sia necessario che ci fermiamo a pensare, qualche volta, magari passeggiando in un bosco non troppo lontano da casa, e provare a capire come agire per migliorare le cose.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo chiesto ad Antonello Provenzale, Presidente dell\u2019Area della Ricerca del CNR di Pisa e Direttore dell\u2019Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG), che importanza hanno iniziative come<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":15571,"featured_media":19953,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[],"class_list":["post-19960","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-events"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19960","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15571"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19961,"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19960\/revisions\/19961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ino.cnr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}